L’Orange Spot è un fuzz-distorsore basato su transitor BJT al silicio.

I controlli sono, Volume, Gain e Tono, uno switch per un boost delle medie ed uno per un extra gain.

Volume e Gain risultano piuttosto interattivi ed è possibile ottenere diverse sonorità variando l’equilibrio tra i due.

Il Tono è utilizzabile in ogni sua posizione, anche quelle estreme, e non agisce solo sulla timbrica ma anche sul guadagno. Con il boost in off, ad esempio, chiudendo i toni aumenta anche il gain, mentre aprendoli il suono si pulisce per un crunch vigoroso.

Il Gain ha un’escursione notevole, e settaggi estremi producono il classico suono fuzzy con una lieve e piacevole armonica all’ottava superiore. Con gain medio è possibile ottenere molteplici timbriche distorte.

Lo switch per il boost ha un voicing anomalo in quanto, a differenza di molti altri prodotti del genere che enfatizzano le medio alte, è stato progettato per dare una spinta alle medio basse. Inutile dire che il risultato è massiccio.

Uno dei miei setting preferiti è volume h 15, Gain h 9 e toni chiusi: con una dropped D tuning è devastante.

Lo switch dell’extra gain mette semplicemente a disposizione del musicista un fuzz più estremo.

E’ disponibile anche una versione per basso con una risposta in frequenza estesa ed un voicing differente per il boost.
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